Con 81 voti favorevoli, nessun contrario e 50 astensioni, il 3 agosto 2026 il Senato ha approvato in prima lettura il disegno di legge delega A.S. n. 1663 per la riforma di 15 ordinamenti professionali. Non si tratta di un semplice aggiornamento normativo: la riforma prova a riallineare le professioni regolamentate a un'economia sempre più digitale e a un mercato del lavoro dove le garanzie per i giovani e l'equilibrio tra responsabilità e rischio diventano centrali. «È un provvedimento che ridisegna il ruolo delle professioni regolamentate adeguandole ai cambiamenti della società, dell'economia e della tecnologia», ha dichiarato Rosario De Luca, presidente di ProfessionItaliane e del Consiglio nazionale dell'Ordine dei consulenti del lavoro.
Una riforma attesa dal 2012: il motore del cambiamento
La legge delega arriva a oltre un decennio dall'ultima revisione organica degli ordinamenti, il DPR n. 137/2012, adottato in attuazione del decreto-legge n. 138/2011. In questi anni l'irruzione dell'intelligenza artificiale, la diffusione dello smart working e la crescente domanda di competenze trasversali hanno trasformato il modo di lavorare dei professionisti, mentre le regole erano rimaste ferme. A questo si aggiunge la pressione per un accesso più equo alle professioni: il tirocinio spesso non retribuito e la durata dell'esposizione al rischio legale (prescrizione decennale) erano percepiti come freni.
La delega non nasce da un'imposizione governativa, ma da un percorso di dialogo tra gli ordini professionali coinvolti. ProfessionItaliane ha svolto un ruolo di mediazione, permettendo di superare le rivendicazioni settoriali e costruire una piattaforma comune. Questo spiega perché il provvedimento abbia ottenuto un consenso ampio al Senato, con zero voti contrari.
Quali professioni tocca e perché la compattezza conta
La riforma interessa 699.177 iscritti agli albi, escludendo avvocati, dottori commercialisti e professioni sanitarie, che seguono percorsi di riforma separati. Le quindici professioni sono raggruppate per affinità di competenze:
- Progettazione e gestione del territorio: ingegneri, architetti, geometri, geologi
- Terra e alimentazione: dottori agronomi e forestali, agrotecnici, periti agrari, tecnologi alimentari
- Servizi alla persona e al lavoro: assistenti sociali, consulenti del lavoro
- Settore tecnico industriale e doganale: periti industriali, spedizionieri doganali, consulenti in proprietà industriale
- Due gruppi residui: giornalisti e attuari
La compattezza mostrata dalle categorie è il vero motore politico dell'iniziativa. In passato, tentativi di riforma calati dall'alto si erano scontrati con resistenze dei singoli ordini. Oggi, invece, l'unità espressa da ProfessionItaliane ha permesso di ottenere una delega ampia, condivisa e accettata in Parlamento.
I pilastri della modernizzazione: prescrizione, tirocini e IA
Il disegno di legge interviene su tre aspetti che fotografano il cambio di passo rispetto alla stagione delle liberalizzazioni del 2011-2012.
Prescrizione dimezzata nei rapporti con i privati. Oggi l'azione di responsabilità professionale si prescrive in 10 anni (art. 2946 c.c.). La delega fissa un termine di 5 anni per gli incarichi conferiti da clienti privati, consumatori e piccole imprese – cioè tutti i rapporti fuori dall'ambito della legge n. 49/2023 sull'equo compenso. Per le pubbliche amministrazioni, le banche, le assicurazioni e le imprese sopra soglia, invece, resta il termine decennale. La tabella mostra la nuova asimmetria.

| Committente | Termine di prescrizione |
|---|---|
| Clienti privati, consumatori, piccole imprese | 5 anni (criterio di delega) |
| PA, banche, assicurazioni, grandi imprese | 10 anni (art. 8, L. 49/2023) |
Tirocinio retribuito e contrattualizzato. Per la prima volta si prevede che il praticante abbia diritto al rimborso delle spese sostenute per conto dello studio e al riconoscimento di un'indennità o un compenso proporzionato all'apporto professionale, formalizzato in un apposito contratto. L'obbligo non si applica ai tirocini presso enti pubblici, ma segna una discontinuità con la prassi del tirocinio a costo zero.
Formazione continua su digitale e IA. I consigli nazionali dovranno adottare un regolamento che fissi una quota minima di crediti formativi dedicata a strumenti digitali e intelligenza artificiale, inclusi i limiti deontologici del loro utilizzo. L'obiettivo è garantire che la prestazione, anche se mediata dalla tecnologia, resti sotto il controllo e la responsabilità personale del professionista.
Effetti attesi: cosa cambia per professionisti e clienti
La riduzione della prescrizione alleggerisce l'esposizione al rischio legale e potrebbe tradursi in polizze di responsabilità civile con premi più sostenibili, aspetto cruciale per i giovani professionisti. Tuttavia, per i clienti privati il termine più breve significa una finestra ridotta per far valere eventuali vizi occulti: cinque anni dalla manifestazione percepibile del danno, invece di dieci.
Sul fronte dell'accesso, il tirocinio retribuito punta a rendere più equa la fase di ingresso, attenuando la selezione basata sulla capacità economica personale. Quanto alla formazione, l'insistenza sull'IA risponde a una doppia esigenza: sfruttare le potenzialità degli algoritmi senza cedere alla tentazione di delegare loro la responsabilità tecnica. I codici deontologici dovranno adattarsi, e su questo il confronto tra ordini sarà un osservatorio importante.
La riforma non mette in discussione la natura pubblicistica degli Ordini, confermati come enti pubblici non economici con autonomia patrimoniale e finanziaria. Le nuove regole elettorali, con meccanismi di parità di genere e voto telematico, mirano a rafforzare la rappresentatività.
La prova dei decreti legislativi
La delega dà al Governo 24 mesi per adottare i decreti attuativi. Il vero banco di prova sarà lì: scrivere norme puntuali senza snaturare l'equilibrio raggiunto. Il dimezzamento della prescrizione lascia impregiudicata la decorrenza (che resta ancorata al principio della "manifestazione del danno"), ma richiederà ai ministeri vigilanti di aggiornare i parametri di compenso entro 120 giorni dai decreti. Per i professionisti che operano in società tra professionisti (STP), il vincolo dei due terzi del capitale e dei diritti di voto in mano a iscritti agli albi disegna un controllo professionale stringente, limitando l'ingresso di soci di puro capitale.
In un panorama dove i confini tra attività riservate, consulenza e concorrenza di figure non iscritte si fanno sempre più labili, la scelta di attribuire formalmente agli iscritti l'attività di consulenza nelle materie di competenza è un segnale chiaro: la riforma cerca di preservare la specificità delle professioni ordinistiche mentre le proietta in un mercato aperto.
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