Prorogare lo sconto di 17 centesimi al litro sul gasolio fino al 25 agosto è costato all'esecutivo 245 milioni di euro e uno scontro politico risolto con un blitz dell'ultimo minuto. Misura ponte, finanziata in parte tagliando le spese dei ministeri, che tiene la benzina fuori dal perimetro e mostra i limiti di una politica dei carburanti schiacciata tra extra-gettito, accise mobili e mercati internazionali fuori controllo.
Perché la proroga si ferma proprio al 25 agosto
La data non è casuale. La premier Giorgia Meloni ha spiegato che dal 25 agosto tornerà in vigore il meccanismo delle accise mobili, cioè la possibilità di usare il maggior gettito IVA prodotto dai rincari del petrolio per finanziare nuovi sconti senza scostamenti di bilancio. La proroga approvata il 4 agosto copre esattamente i giorni che servono ad agganciare il prossimo ciclo di calcolo, evitando un vuoto proprio durante l'esodo di Ferragosto.
Tecnicamente il provvedimento viaggia su due binari: un decreto-legge per il periodo 7‑24 agosto e un decreto del MEF per la sola giornata del 25 agosto. Il motivo sta nei tempi di contabilizzazione dell'extra-gettito. A fine luglio le risorse immediatamente disponibili ammontavano a soli 20,5 milioni (bastavano per due giorni); il resto è stato coperto con fondi di bilancio e tagli alla spesa corrente. Lo schema a due velocità era già stato usato a fine luglio, quando un decreto interministeriale MEF‑MASE aveva coperto le giornate del 28 e 29 luglio prima dell'entrata in vigore del DL 133/2026.
I 245 milioni e lo scontro sui tagli ai ministeri
La copertura della proroga ha richiesto quasi il doppio dei 125 milioni stanziati per la finestra precedente di soli dieci giorni. Le risorse arrivano da due canali: l'extra-gettito IVA di luglio (generato proprio dal caro‑prezzi) e tagli lineari alle spese correnti dei singoli ministeri. Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, a margine del Consiglio dei ministri, ha commentato con ironia: "Abbiamo tagliato un po' di spese ai ministeri, non erano molto contenti".
La tensione era palpabile già prima della seduta. Il provvedimento non figurava nell'ordine del giorno ufficiale del CdM n. 185. È stato inserito all'ultimo minuto dopo un confronto acceso tra la premier e i due vicepremier, con il via libera arrivato solo quando lo stallo sulle coperture è stato sbloccato. La riunione è slittata di circa un'ora. Un dettaglio procedurale che mostra la natura emergenziale di un intervento costruito per evitare un ulteriore Consiglio dei ministri a ridosso della scadenza del 6 agosto.
Da marzo 2026 il governo ha complessivamente mobilitato oltre 2 miliardi di euro per calmierare i carburanti, attingendo a extra‑gettito IVA, sanzioni dell'Antitrust alle società energetiche e fondi di bilancio. Il margine per interventi strutturali resta strettissimo.

Diesel sì, benzina no: la scelta che spacca il paese
L'esclusione della benzina dal taglio delle accise ha sollevato polemiche immediate. La scelta non è casuale: il diesel alimenta la gran parte del trasporto merci e lasciarlo correre senza freni durante l'esodo estivo avrebbe avuto un effetto domino sui prezzi al consumo. La verde, invece, il 4 agosto si manteneva appena sotto la soglia psicologica dei 2 euro al litro in modalità self (1,999 euro/litro secondo l'Osservatorio prezzi del MIMIT), mentre il gasolio era già salito a 2,100 euro/litro.
La decisione ha compattato l'opposizione. Il capogruppo PD al Senato Francesco Boccia ha parlato di un governo che "naviga a vista", mentre i parlamentari M5S hanno attaccato i tagli lineari imposti ai ministeri per finanziare "un mini‑sconto di soli 20 giorni". Le associazioni dei consumatori parlano di "scadenza a orologeria" pensata solo per superare Ferragosto, prefigurando una stangata dal 26 agosto.
Quanto incide davvero lo sconto alla pompa
I 17 centesimi di sconto teorico (14 di accisa più 3 di IVA) si stanno già erodendo. Rispetto al provvedimento del 27 luglio, i prezzi alla pompa sono aumentati di quasi 10 centesimi al litro, spinti dalle quotazioni internazionali del greggio e da dinamiche speculative. Secondo Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, il gasolio è sceso in autostrada ma è salito sulla rete ordinaria, un andamento "che non ha nulla a che fare con le quotazioni del petrolio". Il risultato è che il risparmio reale per l'automobilista è circa la metà dello sconto nominale.
Per le imprese di autotrasporto l'impatto è ancora più articolato. Con l'accisa ridotta a 532,90 euro per mille litri, il rimborso spettante alle aziende scende a 129,68 euro per mille litri (contro i 269,68 euro dell'aliquota ordinaria). In pratica, per i litri coperti dal rimborso lo sconto funziona come una semplice anticipazione di cassa, non come un risparmio netto. Il beneficio pieno dei 14 centesimi al netto dell'IVA spetta invece a furgoni di artigiani, auto aziendali sotto le 7,5 tonnellate e altri soggetti che non possono richiedere il rimborso ma detraggono l'IVA. Per gli automobilisti privati, che l'IVA non la detraggono, il beneficio corrisponde invece ai 17 centesimi pieni.
| Periodo | Accisa per 1.000 litri | Rimborso per 1.000 litri (autotrasporto) |
|---|---|---|
| 1–3 luglio 2026 | 622,90 € | 219,68 € |
| 4–27 luglio 2026 | 672,90 € | 269,68 € |
| 28 luglio – 25 agosto 2026 | 532,90 € | 129,68 € |
| Dal 26 agosto 2026 | 672,90 € | 269,68 € (salvo nuovi interventi) |
La tabella mostra l'altalena delle aliquote in questo terzo trimestre: la dichiarazione di rimborso di ottobre dovrà gestire quattro finestre diverse, un carico amministrativo che si aggiunge alla complessità del meccanismo.
La prospettiva europea e il futuro del meccanismo
L'Europa chiede da tempo di non agire direttamente sulle accise per calmierare i prezzi, spingendo verso misure alternative come bonus mirati alle famiglie in difficoltà. Non a caso nelle scorse settimane si era parlato di un bonus carburante da caricare sulla Carta dedicata a te, soluzione più complessa e lenta da attuare. Il governo non esclude interventi anche sulla benzina nelle prossime settimane, ma li subordina alla disponibilità di extra‑gettito reale. Dal 25 agosto, con il rientro in funzione delle accise mobili, il monitoraggio dei mercati sarà determinante per capire se il fragile compromesso di Ferragosto potrà trasformarsi in qualcosa di più stabile.
Il vero nodo resta la capacità dello strumento di incidere su un mercato in cui i prezzi alla pompa non seguono fedelmente l'andamento del Brent, sceso sotto i 90 dollari al barile mentre il diesel in Italia ha toccato il livello più alto dal 29 luglio. Se il taglio delle accise serve solo ad assorbire rincari già in corso, il rischio è che ogni proroga diventi un esercizio contabile sempre più costoso e sempre meno efficace.
Fonti
- Informazione Fiscale
- FISCOeTASSE.com
- Informazione Fiscale
- Il Sole 24 ORE
- Rivista Tir
- Virgilio Motori
- PMI.it
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