Il rigo SX50 del Modello 770/2026 non è una modifica tecnica di routine. È il punto di arrivo di una catena normativa avviata dalla Legge di Bilancio 2025: i datori di lavoro che nel 2025 hanno anticipato la somma esente IRPEF ai propri dipendenti — il meccanismo operativo della riforma del cuneo fiscale — ora dispongono di un canale dichiarativo ufficiale per recuperare il credito maturato.
SX50: la sede dichiarativa di un credito strutturale
La riforma del cuneo fiscale, codificata all'art. 1, comma 4, della Legge 207/2024, ha sostituito le precedenti detrazioni IRPEF con una somma diretta in busta paga, esente da imposta, per i lavoratori con reddito fino a 20.000 euro. Il datore di lavoro ha erogato quella somma mese per mese nel corso del 2025, anticipandola di tasca propria, per poi recuperarla in compensazione con l'erario.
Il quadro SX del Modello 770 — il quadro riepilogativo delle compensazioni — non prevedeva una riga dedicata a questo flusso. Il nuovo rigo SX50, inserito nella versione definitiva del modello approvata dall'Agenzia delle Entrate il 27 febbraio 2026 (prot. n. 72221/2026), colma quella lacuna. È l'unica modifica strutturale rispetto all'anno precedente: soggetti obbligati, struttura dei quadri, modalità di trasmissione restano invariati. Il messaggio implicito è preciso: la riforma del cuneo era già operativa nelle buste paga, ma mancava ancora di una collocazione stabile nella dichiarazione annuale del sostituto d'imposta.
L'aggiornamento tecnico del 10 giugno: pulizia del sistema
Il 10 giugno 2026 l'Agenzia delle Entrate ha aggiornato le specifiche tecniche del modello eliminando otto codici tributo — 1069, 1608, 1924, 1925, 1309, 176E, 177E e 178E — dai quadri ST e SV (ritenute operate e versamenti, sezione addizionali regionali). La stessa revisione ha introdotto una nuova codifica per le sospensioni legate agli eventi sismici dei Campi Flegrei del 2025.

La rimozione di otto codici da un sistema che ne conta decine è razionalizzazione: voci regionali obsolete o confluite altrove vengono depurate prima che i software di gestione compilino le dichiarazioni. Per i consulenti fiscali, l'impatto è pratico e immediato: qualsiasi mappatura che usasse quei codici va aggiornata prima della trasmissione del 2 novembre 2026.
Un modello che fotografa un sistema in transizione
Il fatto che l'unica modifica sostanziale al Modello 770 riguardi il credito cuneo — e non, ad esempio, i quadri delle addizionali o altri flussi — rivela una scelta di priorità. Il legislatore ha ritenuto urgente dare una sede dichiarativa al credito dei datori di lavoro prima di completare la revisione degli altri rami del modello.
Per i sostituti d'imposta con più di cinque dipendenti — la soglia sotto la quale scatta l'esonero previsto dal D.Lgs. 1/2024 con la procedura semplificata — il 770/2026 è il primo appuntamento dichiarativo in cui il cuneo trova una forma consolidata. Chi non trasmette entro la scadenza del 2 novembre ha 90 giorni per rimediare con una dichiarazione tardiva valida a tutti gli effetti. Superata quella finestra, le sanzioni partono dal 120% delle ritenute non versate, con un minimo di 250 euro.
Il rigo SX50 è, in definitiva, la dimostrazione che una riforma strutturale del lavoro produce effetti a cascata su tutta la catena del fisco — fino all'ultima riga della dichiarazione annuale del sostituto d'imposta.
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