ISCRO 2026: strutturale dal 2024, soglie pensate per i redditi più bassi

Dal 15 giugno 2026 i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata dell'INPS possono richiedere l'ISCRO, l'Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa. La misura è diventata strutturale nel 2024 dopo un triennio di sperimentazione: non è più un ammortizzatore provvisorio ma un istituto permanente del sistema previdenziale italiano. I parametri scelti dal legislatore — soglia di reddito massimo, percentuale minima di calo, importi rivalutati ogni anno — non sono tecnicismi neutri: definiscono con precisione quale tipo di crisi lo Stato ha deciso di riconoscere e, per differenza, quale lascia scoperta.

Una misura riservata alla Gestione Separata, esclusi i professionisti con cassa propria

L'ISCRO si rivolge esclusivamente ai liberi professionisti — compresi i partecipanti a studi associati o società semplice con reddito da lavoro autonomo — iscritti alla Gestione Separata. Restano fuori gli iscritti alle casse previdenziali autonome di categoria: avvocati, medici, ingegneri e tutte le professioni ordinistiche con fondo proprio non accedono alla misura.

Questa delimitazione non è casuale. La Gestione Separata raccoglie i professionisti privi di cassa di categoria, spesso i più esposti alle oscillazioni del mercato del lavoro autonomo senza reti di protezione dedicate. L'ISCRO nasce come risposta diretta a questa configurazione: un ammortizzatore pensato per chi esercita abitualmente attività professionale ma attraversa periodi di difficoltà economica senza strumenti propri di tutela.

Le soglie che selezionano: calo del reddito, limite assoluto, anzianità IVA

I requisiti reddituali costruiscono un filtro a doppio livello. Per presentare domanda nel 2026 devono ricorrere tutte queste condizioni:

  • il reddito del 2025 deve essere inferiore al 70% della media dei redditi negli anni 2023 e 2024;
  • il reddito 2025 non deve superare la soglia rivalutata fissata per il 2026 a 12.749,18 euro;
  • la partita IVA deve essere attiva da almeno tre anni alla data della domanda;
  • i contributi previdenziali devono essere in regola.

La soglia del 70% implica che il reddito del 2025 sia sceso di più del 30% rispetto alla media biennale 2023–2024: non è sufficiente un rallentamento ordinario. Il tetto assoluto di 12.749,18 euro equivale a circa 1.062 euro al mese — un livello che esclude già il ceto medio dei professionisti autonomi e orienta l'accesso verso la fascia di reddito più bassa della Gestione Separata.

Il requisito della partita IVA triennale esclude chi ha avviato l'attività di recente: la misura è pensata per professionisti con una storia contributiva già consolidata.

Come si calcola l'indennità: importo, durata e rivalutazione

L'importo mensile corrisponde al 25% della media dei redditi da lavoro autonomo dichiarati nei due anni prima dell'anno precedente alla domanda. Il meccanismo di rivalutazione annuale, agganciato all'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie, corregge soglie e importi ogni anno per preservarne il valore reale: una delle principali novità introdotte con la stabilizzazione del 2024.

Per il 2026 i limiti sono:

ISCRO 2026: indennità straordinaria per lavoro autonomo, domande aperte dal 15 giugno
Una donna lavora da remoto al laptop sulla spiaggia in una giornata soleggiata. Foto di Anna Shvets su Pexels
Importo mensile
Minimo255,53 euro
Massimo817,69 euro

Il trattamento dura sei mensilità. Il beneficio totale oscilla quindi tra 1.533,18 euro (6 × 255,53) e 4.906,14 euro (6 × 817,69): un sostegno parziale che integra il reddito in crisi senza sostituirlo.

Un elemento da tenere presente all'atto della domanda: gli interessati devono autocertificare i propri redditi per gli anni di interesse. L'INPS può effettuare controlli successivi; in caso di irregolarità, la prestazione può essere revocata con recupero delle somme già percepite.

Dal triennio di prova alla stabilità: la legge di Bilancio 2024

L'ISCRO ha completato tre anni di sperimentazione prima che la legge 213/2023 — la legge di Bilancio 2024 — la rendesse strutturale. La stabilizzazione ha introdotto due modifiche rilevanti: il meccanismo di rivalutazione annuale e la fissazione di una soglia di reddito massimo aggiornabile automaticamente, eliminando la necessità di rinnovi annuali in legge di bilancio. Le regole di accesso e di permanenza del beneficio restano ancorate alla circolare INPS n. 84 del 23 luglio 2024.

Un elemento architetturale centrale è il vincolo biennale: chi ha beneficiato dell'ISCRO nel 2024 o nel 2025 non può presentare domanda per il 2026. La restrizione si applica anche a chi è decaduto dalla prestazione dopo averla iniziata, senza aver necessariamente ricevuto tutte le sei mensilità. Chi invece ha presentato domanda con esito di rigetto — o la cui prestazione è stata revocata dall'origine — può tornare a fare domanda nel 2026.

Questo vincolo definisce l'ISCRO come strumento episodico: pensato per assistere nelle fasi acute, non per accompagnare una condizione di fragilità permanente.

Il profilo che la misura tutela — e quello che lascia fuori

La combinazione dei criteri rivela una scelta di politica previdenziale: concentrare il sostegno sui casi di crisi più profonda, selezionando chi ha già redditi bassi e ha subito un calo superiore al 30%. Un professionista con redditi storicamente sopra la soglia di 12.749 euro — anche se colpito da una riduzione violenta — non accede alla misura, indipendentemente dall'entità del danno economico. La tutela si ferma ai redditi più bassi della Gestione Separata: è una scelta di priorità, non un'omissione tecnica.

Da segnalare anche un chiarimento operativo dell'INPS: la mancata formalizzazione dell'iscrizione alla Gestione Separata non preclude il riconoscimento dell'indennità, a condizione che i contributi dovuti siano stati versati. Resta però l'obbligo di regolarizzare l'iscrizione.

La domanda si presenta sul portale INPS — sezione "Punto d'accesso alle prestazioni non pensionistiche" — con accesso tramite SPID, CIE, CNS o eIDAS, oppure telefonando al 803 164 (numero verde da rete fissa). La scadenza per il 2026 è il 31 ottobre.

Fonti

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