La circolare INPS n. 67 del 18 giugno 2026 fotografa un sistema che si rinnova ogni anno negli importi ma cambia raramente nella struttura: l'aliquota IVS resta al 24% per il nono anno consecutivo, mentre la novità più concreta riguarda la contribuzione INAIL, con la cessazione della riduzione introdotta dalla legge n. 147 del 2013, assorbita nelle nuove quote capitarie. Per coltivatori diretti, coloni, mezzadri e imprenditori agricoli professionali, il 2026 è un anno di indicizzazione, non di riforma.
Un meccanismo costruito su quattro decenni di norme
Il reddito su cui si calcola la contribuzione non è quello reale dell'azienda, ma un reddito convenzionale aggiornato ogni anno dal Ministero del Lavoro. Il criterio: moltiplicare la retribuzione media giornaliera degli operai agricoli per le giornate convenzionali assegnate a ciascuna fascia dalla "Tabella D", allegata alla legge n. 233 del 2 agosto 1990. Per il 2026, il reddito medio giornaliero fissato con decreto del 22 maggio 2026 è di 66,86 euro.
Questo valore non dipende dalla redditività delle singole imprese, ma dall'andamento delle retribuzioni del lavoro dipendente agricolo. La conseguenza diretta è che un'azienda in perdita e una in utile versano la stessa contribuzione se appartengono alla stessa fascia: una scelta normativa che privilegia la prevedibilità del prelievo rispetto alla sua proporzionalità.
L'impianto ha accumulato modifiche su modifiche nel tempo: il decreto legislativo n. 146 del 1997 ha rimodulato le fasce di reddito convenzionale, la circolare n. 83 del 2002 ha convertito i valori in euro, il decreto-legge n. 201 del 2011 ha rideterminato le aliquote con effetto dal 2012, estese poi a tutti gli iscritti dalla legge n. 92 del 2012. Ogni aggiornamento annuale è, in questo quadro, manutenzione ordinaria.
Il 24% stabile dal 2018: un equilibrio che regge
L'aliquota IVS al 24% — comprensiva del contributo addizionale del 2% previsto dalla legge n. 233/1990 — è uniforme per tutte le categorie, senza distinzione geografica né anagrafica. Un coltivatore in pianura padana e uno in area montana applicano la stessa percentuale al proprio reddito convenzionale di fascia.

Il differenziale territoriale opera esclusivamente sulla quota INAIL: nelle zone montane e svantaggiate, identificate dal DPR n. 601/1973 e dalla legge n. 984/1977, la quota scende da 650,00 a 450,12 euro, un risparmio annuo di 199,88 euro rispetto alle zone ordinarie. Gli imprenditori agricoli professionali sono esentati dalla quota INAIL completamente: pagano IVS, addizionale e maternità, ma non l'assicurazione contro gli infortuni — differenza strutturale rispetto a coltivatori, coloni e mezzadri.
La vera novità 2026: cade la riduzione INAIL del 2013
Le nuove quote capitarie INAIL — 650,00 euro in zone normali e 450,12 euro in zone montane o svantaggiate — sono state adottate con decreto del Ministro del Lavoro, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle finanze, del 1° aprile 2026. Con questi importi cessa di applicarsi la riduzione prevista dall'articolo 1, comma 128, della legge n. 147 del 2013, già assorbita nelle nuove quote.
Sul piano tecnico l'onere finale rimane invariato — la riduzione era già incorporata. Sul piano normativo la distinzione conta: quella riduzione era una misura di sostegno esplicita, con una propria base giuridica separata. Le nuove quote capitarie sono la misura ordinaria di riferimento. Il sostegno perde la sua visibilità distinta nell'ordinamento.
Gli importi 2026 per categoria e fascia
Applicando il 24% alle 156 giornate della prima fascia — 156 × 66,86 euro = 10.430,16 euro di reddito convenzionale annuo — la contribuzione IVS è 2.503,24 euro. Si aggiungono l'addizionale di 0,81 euro per giornata (156 × 0,81 = 126,36 euro), il contributo di maternità di 7,49 euro e la quota INAIL di 650,00 euro in zone normali: totale 3.287,09 euro per la prima fascia in zone ordinarie.
| Categoria e zona | Fascia 1 | Fascia 2 | Fascia 3 | Fascia 4 |
|---|---|---|---|---|
| Coltivatori, zone normali | 3.287,09 € | 4.121,50 € | 4.955,91 € | 5.790,33 € |
| Coltivatori, zone montane/svantaggiate | 3.087,21 € | 3.921,62 € | 4.756,03 € | 5.590,45 € |
| Coltivatori over 65 pensionati, zone normali | 1.972,29 € | 2.389,50 € | 2.806,71 € | 3.223,91 € |
| Coltivatori over 65 pensionati, zone montane | 1.772,41 € | 2.189,62 € | 2.606,83 € | 3.024,03 € |
| IAP regime ordinario | 2.637,09 € | 3.471,50 € | 4.305,91 € | 5.140,33 € |
Gli autonomi agricoli over 65 già titolari di pensione INPS possono richiedere la riduzione del 50%, come previsto dalla legge n. 449 del 1997. Il versamento avviene con modello F24 in quattro rate: 16 luglio, 16 settembre e 16 novembre 2026, con ultima rata al 18 gennaio 2027. Le deleghe precompilate sono disponibili nel Cassetto previdenziale del contribuente.
La stabilità del 24% dal 2018 non è un risultato in sé: è il segnale che l'impianto convenzionale — in cui il prelievo si determina su giornate e aliquote fisse anziché sul reddito reale dell'impresa — non è stato messo in discussione. L'unico ritocco vero dell'anno è l'assorbimento della riduzione INAIL del 2013, che chiude una parentesi normativa di tredici anni senza modificare l'onere effettivo.
Fonti
- INPS: Coltivatori diretti, coloni, mezzadri e imprenditori agricoli professionali – contributi obbligatori 2026 | Dottrina Per il Lavoro
- Contributi agricoli 2026, tabelle INPS per coltivatori e IAP – PMI.it
- Contributi agricoli 2026 coltivatori diretti, coloni, mezzadri e IAP – IPSOA
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