Due nuove schede tecniche entrano nel Tax Control Framework delle imprese in regime di adempimento collaborativo. Il provvedimento firmato il 6 luglio 2026 dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, segna più di un semplice aggiornamento: chiude una fase di incertezza su due fronti contabili che stavano diventando terreno di potenziale conflitto tra Fisco e contribuenti. Le criptovalute e il diritto d’uso esclusivo di un’infrastruttura non sono più zone grigie da sistemare a posteriori, ma ambiti da presidiare con policy documentate, test di recuperabilità e analisi contrattuali prima che scatti qualsiasi controllo.
Il provvedimento n. 200904/2026 è l’ultimo tassello di un percorso avviato con le linee guida del 10 gennaio 2025 e proseguito con gli aggiornamenti del 7 agosto 2025 e del 28 gennaio 2026. Non siamo davanti a un intervento isolato: l’Agenzia e l’Organismo Italiano di Contabilità stanno costruendo un repertorio di fattispecie via via più complesse — dalle commodity swap ai piani di stock option, fino alle business combination under common control — con l’obiettivo di rendere il regime di adempimento collaborativo uno strumento vivo, capace di assorbire le evoluzioni dei bilanci e della finanza aziendale.
Un cantiere normativo partito nel 2015 e mai chiuso
L’adempimento collaborativo è stato istituito con il D.Lgs. n. 128/2015 e rafforzato in due tappe: il D.Lgs. n. 221/2023, che ha ridotto progressivamente le soglie di accesso, e il D.Lgs. n. 108/2024. La logica di fondo è la stessa da dieci anni: l’impresa rinuncia a gestire il rischio fiscale come una variabile da sistemare in dichiarazione e accetta di mapparlo in anticipo, rendendo tracciabili le scelte contabili che possono generare incertezza. In cambio ottiene un canale di dialogo preventivo con l’Amministrazione, che riduce il contenzioso e stabilizza le imposte.
L’ingresso delle criptovalute in questo schema non è una scelta casuale. Il trattamento contabile degli asset digitali era rimasto a lungo in una terra di nessuno: i principi contabili nazionali non li disciplinano espressamente, e l’OIC 24 veniva applicato in via analogica. La scheda tecnica ora allegata al provvedimento chiarisce che le cripto-attività prive di consistenza fisica e a natura non monetaria possono essere iscritte tra le immobilizzazioni immateriali, purché l’impresa documenti la policy contabile, i criteri di valutazione, le svalutazioni e i test di recuperabilità.
Sul fronte fiscale, il riferimento è l’art. 110, comma 3-bis del TUIR, introdotto dalla Legge n. 197/2022, che rende fiscalmente irrilevanti le oscillazioni di valore delle cripto-attività fino alla cessione effettiva. La circolare n. 30/E del 27 ottobre 2023 e la risposta a interpello n. 78 del 20 marzo 2025 avevano già fornito le coordinate interpretative; la novità del provvedimento sta nell’averle trasformate in un obbligo di presidio interno al TCF.
Criptovalute e infrastrutture: due test sulla governance fiscale
Se le criptovalute mettono alla prova la capacità dell’impresa di gestire la volatilità contabile senza inciampare in disallineamenti fiscali, il diritto d’uso esclusivo di un’infrastruttura solleva un problema diverso: la qualificazione giuridica del contratto. La scheda tecnica analizza il caso di una società che ottiene l’utilizzo esclusivo di un’infrastruttura identificata — una tratta di fibra ottica, per esempio — pagando un importo in un’unica soluzione.

L’elemento decisivo non è l’esclusività, ma la permanenza degli obblighi di manutenzione in capo al fornitore. Questo indizio spinge a qualificare il rapporto come locazione operativa, non come trasferimento di un diritto reale. Il corrispettivo iniziale va iscritto tra i risconti attivi e imputato progressivamente a conto economico per tutta la durata del contratto, con effetti fiscali che dipendono dalla classificazione come locazione operativa o finanziaria secondo l’Appendice A dell’OIC 12.
La scelta di includere proprio queste due fattispecie nell’aggiornamento risponde a una logica precisa: sono entrambe operazioni in cui la rappresentazione contabile determina in modo diretto il carico fiscale, e in cui l’assenza di una documentazione ex ante lascia spazio a ricostruzioni arbitrarie in sede di controllo.
L’effetto sistemico: il TCF diventa uno strumento dinamico
Il provvedimento prevede che il repertorio delle schede possa essere ampliato progressivamente, anche attraverso la pubblicazione di versioni aggiornate nella sezione del sito dell’Agenzia dedicata all’adempimento collaborativo. Il messaggio implicito è che il Tax Control Framework non è un certificato da incorniciare al momento dell’adesione, ma un sistema che va manutenuto e ricalibrato man mano che emergono nuove aree di incertezza contabile.
Per le imprese già ammesse al regime, l’aggiornamento si traduce in tre adempimenti concreti:
- Ridefinire la mappa dei rischi fiscali, inserendo controlli specifici su classificazione contabile, trattamento fiscale e documentazione conservata per criptovalute e diritti d’uso esclusivi.
- Attribuire responsabilità interne precise per ciascuna area, collegando le funzioni amministrative, contabili e fiscali.
- Garantire flussi informativi periodici verso gli organi di controllo, in modo che le scelte contabili siano sempre tracciabili e verificabili.
Chi sta valutando la domanda di adesione, invece, dovrà tener conto che il perimetro del TCF si è allargato: la certificazione del sistema di controllo passa anche dalla capacità di documentare queste due fattispecie con lo stesso rigore già richiesto per le aree più tradizionali.
Il fatto che le due nuove schede siano state elaborate all’interno del tavolo tecnico Agenzia delle Entrate-OIC, con l’Organismo responsabile della parte contabile e l’Agenzia di quella fiscale, mostra una convergenza di metodo che va oltre il singolo provvedimento. L’adempimento collaborativo sta diventando il laboratorio in cui le regole contabili e quelle fiscali si allineano prima che esplodano in contenzioso. Criptovalute e infrastrutture sono solo gli ultimi due banchi di prova.
Fonti
- Quifinanza.it
- Informazionefiscale.it
- Adempimento collaborativo, linee guida aggiornate al 2026
- Ansa.it
- Tcnotiziario.it
- Lavoripubblici.it
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