Non sono tassi decisi a tavolino dalle banche, ma il risultato di un meccanismo ancorato alla legge sull'usura. Dal 1° ottobre 2026 cambiano i valori applicabili ai prestiti estinguibili con cessione del quinto della pensione, e il dettaglio più significativo non è l'elenco dei numeri quanto la struttura che li governa: per i pensionati oltre 79 anni il tasso soglia convenzionale coincide con la soglia di usura. È un fatto che dice molto su come il sistema tutela — e allo stesso tempo prezza — l'accesso al credito della fascia più anziana.
I tassi nascono dalla legge 108/1996, non dall'INPS
I valori in vigore dal 1° ottobre al 31 dicembre 2026 non sono fissati né dall'INPS né dagli istituti di credito. Derivano dai Tassi Effettivi Globali Medi (TEGM) indicati dal decreto MEF n. 47593 del 28 settembre 2026, determinati ai sensi dell'articolo 2, comma 1, della legge 7 marzo 1996, n. 108, la norma in materia di usura. La Banca d'Italia effettua la rilevazione; il Dipartimento del Tesoro del Ministero dell'Economia e delle finanze la formalizza; l'INPS, con il messaggio n. 3042 del 30 settembre 2026, la rende operativa per il trimestre.
Il meccanismo spiega perché l'aggiornamento è trimestrale e non discrezionale. I tassi seguono i rilevamenti di mercato e il decreto traccia il confine tra il prezzo fisiologico del credito e quello che la legge sanziona come usura. Per un pensionato che accende un prestito con cessione del quinto, il costo delle rate trattenute direttamente sulla pensione è il prodotto di un congegno normativo, non di una scelta commerciale degli intermediari.
Due classi d'importo e due soglie distinte
Il decreto distingue due fasce. Per i prestiti fino a 15.000 euro il tasso medio è 14,23% e la soglia usura 21,7875%. Per quelli oltre 15.000 euro i valori scendono rispettivamente a 9,88% e 16,35%.
La distanza tra tasso medio e soglia non è uniforme. Sul primo scaglione la soglia supera il tasso medio del 53,1% (21,7875 diviso 14,23); sul secondo del 65,5% (16,35 diviso 9,88). In proporzione, il margine tra il costo medio del credito e il confine penale dell'usura è quindi più ampio sui prestiti più grandi.
Il gradiente per età: il tetto cresce con l'anagrafe
Nel regime di convenzionamento i tassi soglia TAEG variano per età e importo. Un pensionato fino a 59 anni con un prestito fino a 15.000 euro ha un tetto del 10,26%; per la classe oltre 79 anni lo stesso tetto sale a 21,7875%. Il costo massimo del credito convenzionato cresce con l'età maturata a fine piano di ammortamento.
| Classe di età | Fino a 15.000 euro | Oltre 15.000 euro |
|---|---|---|
| Fino a 59 anni | 10,26% | 8,02% |
| 60-64 anni | 11,06% | 8,82% |
| 65-69 anni | 11,86% | 9,62% |
| 70-74 anni | 12,56% | 10,32% |
| 75-79 anni | 13,36% | 11,12% |
| Oltre 79 anni | 21,7875% | 16,35% |
Il salto è netto. Passando dalla classe più giovane a quella oltre 79 anni il tetto TAEG più che raddoppia: sulla fascia fino a 15.000 euro va da 10,26% a 21,7875%, con un aumento di 11,5275 punti percentuali e una variazione relativa del +112,4%. Sulla fascia oltre 15.000 euro l'incremento è da 8,02% a 16,35%, pari al +103,9%.

La progressione ha una particolarità nell'ultima riga. Per gli over 79 i tassi soglia coincidono con le soglie di usura del decreto: lo precisa l'INPS nel messaggio, distinguendo questa classe dalle altre. Per la fascia più anziana non esiste, in sostanza, alcun margine tra il tetto massimo applicabile in regime di convenzionamento e il confine oltre il quale si configura l'usura.
Il controllo "bloccante" della procedura Quote Quinto
Il rispetto dei tetti non è affidato all'autodisciplina degli intermediari. La procedura INPS denominata "Quote Quinto" effettua un controllo "bloccante" sui nuovi tassi applicati: se risultano superiori a quelli convenzionali, la funzione inibisce la notifica telematica dei piani di cessione del quinto da parte di banche e intermediari finanziari.
Il presidio opera a monte, prima che il piano diventi efficace. Questo riduce lo spazio per scostamenti tra quanto deliberato dall'istituto e quanto effettivamente ammesso dal sistema, e trasforma la verifica in un passaggio tecnico interno alla piattaforma.
Analisi: un sistema che prezza l'età
Letta nell'insieme, la tabella del convenzionamento racconta un sistema che prezza l'età del pensionato. Più l'anagrafe avanza, più alto è il tetto TAEG applicabile; per gli over 79 il tetto tocca esattamente la soglia di usura. Il risultato è un compromesso tra la tutela contro il credito illegale e il riconoscimento del rischio crescente con l'età.
Il confronto tra le due tabelle della stessa fonte rende l'idea. Per i prestiti fino a 15.000 euro il tetto convenzionato della classe più giovane (10,26%) è inferiore di 3,97 punti al tasso medio di mercato rilevato dal decreto per la stessa fascia d'importo (14,23%). Per gli over 79, invece, il tetto coincide con la soglia di usura. Lo stesso sistema comprime il costo del credito per i pensionati più giovani e lo porta al limite legale per i più anziani.
C'è poi un elemento operativo che riguarda chi accredita la pensione. Poiché i tassi sono ancorati al trimestre, un piano di cessione del quinto sottoscritto a fine settembre e uno firmato a ottobre possono ricadere su tetti diversi. E poiché il controllo di "Quote Quinto" è bloccante, la soglia convenzionale non è un riferimento indicativo: è il massimo oltre il quale la notifica del piano viene inibita.
Per la fascia over 79, in altri termini, il regime di convenzionamento non aggiunge alcuna protezione ulteriore rispetto alla legge generale sull'usura: il tetto e il confine penale sono la stessa linea.
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