Il debutto della festa nazionale di San Francesco d'Assisi arriva nel 2026 con una coincidenza che ne stravolge il senso pratico: il 4 ottobre cade di domenica. Nessun giorno libero in più per chi riposa già la domenica, quindi, ma una voce aggiuntiva nel cedolino di ottobre. È il paradosso della prima applicazione della legge 151/2025: la festività esiste sulla carta, il giorno di festa no, e l'unico effetto tangibile per la maggior parte dei dipendenti è economico. Il collaudo vero del calendario slitta così al 2027, quando il 4 ottobre tornerà a cadere in un giorno lavorativo.
La legge 151/2025 riporta il 4 ottobre tra le festività nazionali
Il 4 ottobre è tornato festa nazionale con la legge 8 ottobre 2025, n. 151, in vigore dal 1° gennaio 2026, che ha inserito la ricorrenza nell'elenco delle festività previste dalla legge 27 maggio 1949, n. 260. Non è un debutto assoluto: la giornata era già solennità civile, poi abolita dalla legge n. 54 del 1977, e la sua disciplina ha subito modifiche più volte nel corso degli anni.
Sulla cronologia le fonti non sono perfettamente allineate: Informazione Fiscale colloca l'approvazione definitiva al 1° ottobre 2025, seguita dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, mentre la legge porta la data dell'8 ottobre 2025. Il testo si compone di tre articoli, dedicati rispettivamente all'istituzione della festa, alle celebrazioni istituzionali e alle disposizioni finanziarie e finali.
Centenario, valori civili e un vincolo di spesa stretto
La scelta del 2026 non è casuale: coincide con l'ottavo centenario dalla morte di San Francesco, avvenuta nel 1226. La legge collega la ricorrenza ai valori della pace, della fratellanza, della tutela dell'ambiente e della solidarietà, e l'articolo 2 affida a scuole, amministrazioni pubbliche ed enti del Terzo settore la possibilità di promuovere eventi, manifestazioni e progetti educativi, dalle iniziative culturali sul territorio all'inclusione sociale.
Il vincolo che accompagna tutto l'impianto è però esplicito: nessun nuovo o maggiore onere a carico della finanza pubblica. Le uniche spese autorizzate sono quelle per le indennità e le maggiorazioni dei dipendenti pubblici dei comparti sicurezza, difesa e soccorso pubblico e sanità che lavorano nel giorno festivo, coperte da uno stanziamento di poco più di 10,6 milioni di euro. Letta insieme alla regola che esclude il pubblico impiego dalla quota aggiuntiva per le festività coincidenti con la domenica, la scelta del legislatore diventa coerente: si finanzia solo il caso che il meccanismo ordinario non copre, cioè chi presta servizio in ospedale, in caserma o su un'ambulanza il 4 ottobre.
Quanto vale la festività non goduta: divisori e simulazioni
Per il settore privato la festività che cade di domenica produce una quota giornaliera aggiuntiva da sommare alla normale retribuzione mensile. Il criterio più diffuso è un ventiseiesimo della retribuzione mensile utile, pari al 3,85% della paga del mese, ma non è universale: alcuni CCNL prevedono divisori diversi e la base di calcolo non coincide sempre con il totale lordo del cedolino.

Chi è pagato a ore segue un altro meccanismo e riceve il compenso della festività anche senza lavorarla, calcolato su un sesto dell'orario settimanale. Su 40 ore contrattuali significa 6,67 ore, cioè il 16,7% dell'orario settimanale. Ecco la simulazione degli importi lordi per profilo:
| Profilo e CCNL | Livello | Importo extra lordo |
|---|---|---|
| Commesso, commercio | 4° livello | 46,40 euro |
| Impiegato, commercio | 2° livello | 49,62 euro |
| Operaio, metalmeccanici industria | D2 | 51,62 euro |
| Impiegato, metalmeccanici industria | B1 | 52,70 euro |
| Operaio, metalmeccanici artigianato | 5° livello | 41,62 euro |
| Impiegato, metalmeccanici artigianato | 1° livello | 47,38 euro |
| Addetto, studi professionali | 4S | 43,09 euro |
| Impiegato, studi professionali | — | 47,31 euro |
| Operaio, pubblici esercizi | 6° livello | 38,84 euro |
| Impiegato, pubblici esercizi | 1° livello | 46,78 euro |
Il divario tra il profilo più alto e il più basso è di 13,86 euro: il metalmeccanico impiegato B1 incassa il 35,7% in più del pubblico esercizio di 6° livello. È la misura di quanto il settore di appartenenza, prima ancora del livello, determini l'impatto reale della nuova festa.
Il pubblico impiego resta fuori dalla quota aggiuntiva
Per il pubblico impiego contrattualizzato la quota aggiuntiva non si applica automaticamente: la disciplina legislativa ha escluso, per questi rapporti, la disposizione sul compenso per le festività civili nazionali coincidenti con la domenica. Chi lavora il 4 ottobre deve quindi guardare il CCNL del proprio comparto, distinguendo tra turno ordinario festivo, lavoro oltre l'orario e servizio nel giorno di riposo settimanale.
Nella stessa direzione vanno le verifiche sui casi particolari che il quadro ordinario non copre. Per il part-time conta l'orario individuale, e nel part-time verticale o misto pesa anche la collocazione della festività rispetto ai periodi lavorati. In presenza di malattia, maternità, infortunio, aspettativa o cassa integrazione il trattamento va coordinato con quello dell'assenza. E se San Francesco è anche il patrono della località di lavoro, la coincidenza non genera due quote né due giorni liberi: si applica l'eventuale disciplina contrattuale sulla sostituzione della festa patronale.
Chi lavora il 4 ottobre e cosa cambia dal 2027
Chi presta servizio il 4 ottobre ha diritto alla normale retribuzione più la maggiorazione per lavoro festivo prevista dal CCNL: nel commercio è del 30%. Le maggiorazioni concorrono al reddito imponibile, quindi su di esse si pagano IRPEF e contributi INPS. Le percentuali non sono cumulabili in automatico con le indennità di turno e le maggiorazioni domenicali o notturne, e lavorare in un giorno festivo non significa di per sé fare straordinario, se il servizio rientra nel turno programmato.
Il punto che conta davvero, però, è temporale. Nel 2026 San Francesco è una festa solo economica: nessun ponte, nessun giorno recuperabile in più per la generalità dei dipendenti che riposano la domenica. Dal 2027, quando la ricorrenza tornerà infrasettimanale, i mensilizzati troveranno la festività già incorporata nello stipendio mensile e non avranno alcuna quota aggiuntiva. Chi cerca nel cedolino di ottobre un aumento strutturale resterà deluso: questa è una tantum, e il valore vero della nuova festa si misurerà in giorni liberi, non in euro.
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