1. giovedì 22 settembre 2011
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Sportello unico doganale: i vantaggi dello "one stop shop"

Giovanni De Mari, Presidente degli spedizionieri doganali, spiega durante la puntata odierna di Buongiorno Economia quali sono i vantaggi dello sportello unico doganale e le riforme necessarie per mettere in atto questo istituto.

"L'Agenzia delle Dogane già nel corso del 2003 evidenziò l'importanza di far convergere verso un unico contesto spazio-temporale tutte le attività di controllo sulle merci eseguite dagli enti competenti, introducendo il concetto di "sportello unico doganale", istituito poi con la legge 4 dicembre 2003 n. 350 (legge finanziaria per il 2004). Successivamente,la stessa Agenziadelle Dogane costituì un gruppo di lavoro per la stesura di uno schema di decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che ha incontrato numerosi ostacoli nel corso del suo iter di approvazione che ne hanno ritardato l'entrata in vigore, avvenuta solo di recente con il DPCM n. 242/2010. 

Ritengo però che l'implementazione di questo meccanismo non possa avvenire a breve termine, in quanto esso implica il coordinamento degli iter procedurali di numerosi enti, i quali dovranno essere provvisti di un collegamento telematico fra di loro, con tutte le difficoltà che comportano la reingegnerizzazione delle procedure e le esigenze di standardizzazione dei dati e delle informazioni che è necessario di volta in volta scambiarsi. Ecco perché a mio avviso la creazione di tale sistema richiede un forte sostegno politico.

Vorrei però, a questo proposito, chiarire un equivoco di fondo, e cioè la confusione che regna da noi tra due dispositivi concettualmente diversi, ma entrambi genericamente identificati con lo "sportello unico doganale". Si tratta dell' "one stop shop" e del "single window". Il"single window", è appunto il meccanismo da me descritto più sopra: un sistema di puro invio e raccolta di documenti e dati inerenti alle operazioni di commercio internazionale, il quale è gestito normalmente secondo modalità telematiche. Lo "one stop shop"invece è l'istituto a cui fa riferimento all'art. 26 del regolamento comunitario 450/2008, che prevede il coordinamento dei controlli eseguiti sulle merci oggetto di scambio internazionale, affinchè questi avvengano nello stesso momento e nello stesso luogo. Il legislatore italiano ha avviato l'implementazione del primo strumento, ma in Italia c'è bisogno soprattutto del secondo, visto lo stato di frammentarietà e di segmentazione che caratterizza i vari organismi addetti ai controlli. Oltre ai controlli eseguiti dalle autorità doganali, esistono infatti i controlli sanitari, fitosanitari, veterinari, di sicurezza, e così via, ciascuno dei quali affidato ad un'autorità diversa. In Italia ci sono 18 enti che intervengono nei diversi controlli del momento doganale.

La mancata realizzazione del customs one stop shop causa un'esposizione eccessiva dei nostri porti alla concorrenza degli altri scali dell'Unione europea, finendo con l'aggravare un gap anche dal punto di vista strutturale ed organizzativo che da tempo affligge il nostro Paese. In attesa quindi di realizzare il "single window", penso pertanto sia indispensabile realizzare quest'ultimo meccanismo, ossia la canalizzazione dei controlli sulle merci entro uno stesso luogo e loro effettuazione in un unico, breve, arco temporale sotto la supervisione di un'unicalead agency, ossia l'Agenzia delle Dogane. Per tale finalità riteniamo che si debba partire dalla resa contestuale dei controlli doganali e sanitari."